COME ESSERE PIÙ INFLUENTI?

È una domanda a cui molte persone cercano di rispondere attraverso corsi, letture, tecniche e modelli più o meno conosciuti.

Nel 1984 Robert Cialdini pubblica “Le armi della persuasione”, un libro diventato un riferimento sul tema, individuando sei importanti leve della persuasione.

Ma forse oggi la domanda da porci è un’altra:

quanto possiamo essere influenti senza smettere di essere autentici?

Soprattutto in un’epoca in cui, troppo spesso, siamo portati a indossare maschere diverse a seconda del contesto.

Nell’ultimo anno mi sono interrogata spesso su cosa sia davvero utile in una formazione sulla comunicazione efficace.

La risposta, sempre più, mi sembra essere dentro di noi e non nelle risorse esterne.

Perché la nostra capacità di comunicare e di essere influenti passa innanzitutto dalla coerenza tra ciò che diciamo e il modo in cui lo rappresentiamo.

Durante le mie formazioni proietto spesso l’immagine di un corpo umano semplificato e chiedo:

“In che modo possiamo usare ogni parte del nostro corpo per essere influenti?”

Partiamo dall’alto e scendiamo.

I capelli raccontano qualcosa di noi: il colore, la pettinatura, il modo in cui li portiamo.

La fronte, le sopracciglia, il modo in cui le muoviamo.

Gli occhi: quanto guardiamo la persona che abbiamo davanti? E cosa trasmettiamo attraverso lo sguardo?

Le orecchie, che ci ricordano uno degli elementi più preziosi della comunicazione: l’ascolto.

Le labbra, le mani, la postura, le gambe.

Persino i piedi possono darci informazioni: nel linguaggio non verbale, per esempio, la direzione verso cui orientiamo i piedi può raccontare qualcosa del nostro livello di apertura o del desiderio di allontanarci.

E poi c’è la voce: il modo attraverso cui diamo espressione ai nostri pensieri, desideri, intenzioni, consenso o dissenso.

Alla fine, tutto torna a un principio semplice:

corpo, mente e cuore devono essere coerenti e allineati

VI PROPONGO UN PICCOLO ESERCIZIO

Provate a osservare le persone, ma soprattutto voi stessi/e, nelle diverse situazioni della vita professionale e privata.

E chiedete feedback a chi vi sta vicino, attraverso domande specifiche:

  • C’è stato qualche gesto, espressione o postura che ti ha comunicato qualcosa di diverso dalle mie parole?
  • Come hai percepito la mia voce: sicura, calma, energica, coinvolgente, incerta…?
  • Quanto ti sei sentito/a coinvolto/a dal mio modo di parlare?
  • Che cosa hai sentito “arrivare” da me?
  • C’è stato un momento in cui ti sei sentito particolarmente connesso/a a me o al messaggio?

Perché diventare più influenti, forse, non significa imparare a “convincere” meglio gli altri.

Significa diventare più consapevoli di ciò che comunichiamo, anche quando non stiamo parlando.

Non sottovalutiamo mai il potere che è già dentro di noi.

Per maggiori approfondimenti sull’argomento cristina.digirolamo@inspireyourpotential.it